Europei Ljubljana 2026, Mauro Giannetti: “Tadej Pogačar voleva correre a tutti i costi, era riluttante a rinunciare”

Mauro Gianetti torna a parlare della assenza di Tadej Pogačar dagli Europei di Ljubljana 2026. L’evento doveva essere una festa dedicata allo sloveno, che sulle strade di casa poteva andare a caccia del suo secondo titolo continentale, su un percorso in cui sarebbe stato molto difficile contenerlo, ma il destino ha scelto diversamente e a nulla è valsa la volontà del corridore, che si è dovuto arrendere al pragmatismo della sua squadra. Ascoltato il proprio corridore, la dirigenza e lo staff medico della UAE Team Emirates-XRG hanno infatti fatto comprendere al fenomeno di Komenda che non era il caso di rischiare una presenza che, per quanto comprensibile dal punto di vista umano, non lo era da un punto di vista sportivo a lungo termine.

“Era del tutto naturale che Tadej volesse partecipare ai Campionati Europei – ha spiegato il dirigente elvetico a Domestique – Era un’occasione unica, e l’evento era stato organizzato essenzialmente in suo onore, quindi non poter partecipare è stato un vero peccato per lui. Gli sarebbe piaciuto partecipare, ma il nostro staff medico ha dovuto prendere una decisione razionale. Non era logico correre un rischio così grande. Forse non sarebbe successo nulla, ma se fosse successo qualcosa, sarebbe stato grave”.

Il desiderio di Tadej Pogacar di partecipare quantomeno alla prova in linea era dunque concreto, confermando così ampiamente le varie anticipazioni delle scorse settimane, che da semplici voci di corridoio avevano progressivamente ottenuto conferme,  ma Gianetti ha fatto prevalere la ragione al sentimento e la logica ha avuto la meglio al termine dell’incontro avvenuto fra le parti, a pochi giorni dalla partenza. Malgrado dunque a un certo punto si fosse parlato anche in qualche modo di uno scontro, con la squadra che era arrivata quasi a porre il veto, era stato poi il CT Uroš Murn a confermare che lo stesso corridore aveva deciso di non gareggiare per non correre rischi, focalizzandosi sul recupero dall’incidente subito alla Vuelta a España.

“È bello sapere che un corridore come lui nutra così tanto rispetto per la sua gente, la sua nazione e le persone che hanno organizzato la gara. Voleva correre a tutti i costi, e questo gli fa grande onore – ha proseguito Giannetti – D’altra parte, però, bisogna rispettare la realtà dei fatti, e lui ha accettato di non gareggiare, seppur con riluttanza. Quindi la ragione e la logica gli hanno imposto di dire no alla partecipazione. Penso che sia stata davvero una cosa positiva il fatto che volesse correre così tanto. Ma poi ne abbiamo discusso e ha capito di avere una responsabilità importante”.

Presente comunque sul circuito della corsa, in particolare per salutare l’amico Luka Mezgec, Pogačar aveva poi comunque sottolineato come la sua condizione non sarebbe stata sufficiente per poter partecipare come avrebbe voluto, dicendosi quindi anche felice di non aver più partecipato. Nell’incidente in Spagna Pogačar ha riportato una frattura alla clavicola, per la quale è stato operato nei giorni successivi alla caduta, una frattura cervicale e una commozione cerebrale, e anche se è tornato ad allenarsi, prima sui rulli e poi su strada, piuttosto velocemente, correre in gara sarebbe stato troppo rischioso.

Il classe 1998 si concentrerà dunque ora sulla prossima stagione, con la possibilità di anticipare il suo ritorno alle gare, tanto che da tempo si parla della sua possibile partecipazione al Tour Down Under, rilanciata proprio in questi giorni.  Mai stata ventilata invece la sua partecipazione a Il Lombardia, corsa che ha vinto negli ultimi cinque anni, e nella quale sarà costretto a lasciare le redini del team ai suoi fidi scudieri Isaac Del Toro e Brandon McNulty.

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